Dal Corriere della Sera del 19 Ottobre 2007
Dopo l'articolo giornalistico vi è una amara considerazione del Responsabile del presente sito.
MACERATA - Aveva 43 anni l'operaio che, probabilmente schiacciato dalla preoccupazione per non poter far fronte alla prossima rata del mutuo contratto per l'acquisto della casa, si è tolto la vita impiccandosi in uno stanzino dell'azienda per la quale lavorava, la «Meloni» in contrada Rancia di Tolentino (Macerata). L'uomo, residente a Pollenza con la moglie e un figlio di sei anni, aveva acquistato un appartamento in una palazzina in cui abitano anche i suoceri. Con il suo lavoro stabile e con quanto guadagnava la moglie, assunta con un contratto precario, finora era riuscito a far fronte a tutti gli impegni economici.
LA MOGLIE HA PERSO IL LAVORO - A settembre però la donna ha perso il lavoro e non è riuscita a trovare un'altra occupazione. Una situazione che secondo i vicini e alcuni compagni di lavoro dell'operaio deve aver pesato in modo determinante sulla sua decisione di farla finita. A metà mattina l'uomo si è chiuso in una stanza dell'azienda, si è infilato una corda al collo e si è tolto la vita. Solo più tardi, non vedendolo rientrare al suo posto, i compagni si sono messi a cercarlo e l'hanno trovato, ormai privo di vita.
RATA DA 500 EURO AL MESE - La donna, 39 anni, operaia stagionale part-time presso una ditta di confezioni, rimasta senza lavoro a settembre, ha poi raccontato sconvolta ai carabinieri che il marito era molto preoccupato per il mutuo: 50 mila euro (con rate mensili di 500 euro) che l'uomo aveva chiesto in prestito a una banca per comprare un'abitazione insieme al padre, e lasciare l'appartamento sottostante quello dei suoceri in cui viveva con la famiglia, senza pagare l'affitto, ma, sembra, con qualche screzio e piccole insofferenze. Il cognato però, tornato da Perugia subito dopo la tragedia, e alle prese con il compito straziante di spiegare «piano piano» al nipotino cosa è successo, non conferma ai giornalisti il nesso mutuo-suicidio. «È meglio lasciar perdere. G. non ha lasciato detto niente, nè biglietti nè altro, e nessuno di noi poteva immaginare che sarebbe accaduta una cosa così».
I COLLEGHI DI LAVORO - L'amministratore delegato della "Manuli", Marcello Francinella, ripete con molta pacatezza che secondo lui, e anche alcuni compagni di lavoro della vittima, «dovremmo tutti fermarci a riflettere davanti a un complesso di fattori che forse sono più di ordine psicologico che economico». L'operaio, già delegato sindacale in anni in cui l'azienda, che produce impianti di trasporto e sollevamento per grandi imprese, aveva un'altra ragione sociale, «non aveva mai fatto cenno a difficoltà economiche. Non aveva chiesto anticipi - spiega Francinella - come pure capita spesso fra i dipendenti, e a quanto so il mutuo l'aveva acceso da poco». Per l'amministratore «era un operaio bravissimo, serio, affidabile. Aveva lavorato qui dal 2001 al 2002, come addetto ai montaggi esterni nei cantieri. Poi, credo dopo il matrimonio o la nascita del figlio, si era trasferito in un'azienda più vicina a casa sua. Nell'aprile scorso ci aveva ricontattato per essere riassunto». L'impresa era stata ben contenta di riaverlo, e lui, «non aveva posto alcuna condizione, nemmeno economica, salvo quella di non andare più fuori, a fare montaggi altrovè». Guadagnava fra i 1.350 euro e i 1.420 euro al mese, a seconda degli straordinari. «Estroverso non era - ricorda ancora il manager - ma sapeva stare agli scherzi, era buono, preciso e puntuale sempre». Ultimamente in fabbrica l'avevano visto un po' più cupo, silenzioso, e anche leggermente sovrappeso, tanto che qualcuno non esclude che si fosse fatto prescrivere dal medico degli ansiolitici.
LE REAZIONI - La Fiom e la Cgil provinciali, «senza voler strumentalizzare il caso», ricordano che sono tante le famiglie che non arrivano a fine mese perché i salari sono bassi e i tassi dei mutui troppo alti, mentre dall'estrema destra di Forza Nuova arriva un preavviso di denuncia «per istigazione al suicidio» a carico della banca. Un emendamento alla Finanziaria per aprire un fondo di solidarietà per chi non riesce a far fronte alle rate dei mutui è stato proposto dal ministro per la Solidarietà sociale Paolo Ferrero, che ha inviato un telegramma di solidarietà alla famiglia dell'operaio.
18 ottobre 2007
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AMARA CONSIDERAZIONE DEL RESPONSABILE DEL SITO
In alcune parti del sito, e in particolare nella Sezione LAVORO, lo scrivente ha spesso evidenziato la gravità della situazione economica nella quale versano molte famiglie italiane e, in particolare, in quelle dove il marito o la moglie o entrambi i coniugi hanno un lavoro precario con bassissimo stipendio mensile. Nel Documento "Considerazioni sul Lavoro Precario" presente nella Sezione LAVORO del sito vengono spiegati i vantaggi (quasi nulli) per l'occupato e i vantaggi schifosi per i datori di lavoro che continuano a somministrare ai loro dipendenti questo assurdo contratto di lavoro. Anche se con quest'ultimo governo di Centro-Sinistra si intravede uno spiraglio positivo, purtroppo gli imprenditori non solo continuano a stipulare contratti a termine ma anche continuano a somministrare stipendi da fame e molti cittadini non riescono a giungere a fine mese. E i Sindacati ? Non riescono assolutamente a venire incontro ai dipendenti e, anche per motivi di convenienza, non sanno ribellarsi a questo stato di cose. Povera Italia!!!.
Prof. Sampognaro Giuseppe.