Manifesto dell’’Europa di Coppet
Il passaggio dal XX al XXI secolo ha visto il declino relativo
dell’Europa politica mentre si consolidava, con il mercato unico e l’Euro, il
successo dell’Europa economica e monetaria, e con il crollo del muro di
Berlino, si aprivano prospettive senza precedenti di integrazione pan-Europea,
di pace e di sviluppo.
„Nos pays sont
devenus trop petits pour le monde actuel à l’échelle des moyens techniques modernes,
à la mesure de l’Amérique et de
La costruzione
europea, rilanciata nel secondo dopoguerra con
A duecento anni di
distanza, richiamandosi a quella illustre esperienza,
e facendo tesoro delle difficoltà e degli ostacoli che incontra l’Europa sulla via
dell’integrazione, si è riunito a Coppet un gruppo di cittadini europeisti per
lanciare un Manifesto che riprende ed attualizza i principi chiave del
messaggio del “gruppo di Coppet” e chiama ad un impegno comune per tradurre
questi principi in realtà e tracciare una nuova via per il futuro dell’Europa.
Nasce così il “Manifesto dell’Europa di Coppet”, e nell’adesione a questo Manifesto si crea il “gruppo degli Amici di
Coppet”, aperto a tutti coloro che traendo alimento dalla visione, dalla
missione e dall’azione dei grandi personaggi di due secoli fa intendono operare
per affermare l’idea di un’ Europa di libertà, di sviluppo economico e sociale
e di diritti umani, in cui gli Stati-nazione tradizionali abdicano alle loro
prerogative per restituirle ai cittadini, alle imprese e alla società civile e
per trasferirle ad istanze di livello europeo.
Le linee guida intorno a cui il gruppo degli amici di Coppet intende
sollecitare la riflessione e l’iniziativa sono quelle
ereditate dal pensiero del “gruppo di Coppet”, e possono essere riassunte nei
seguenti elementi principali:
Ø Porre alla guida dell'integrazione europea la società
civile, il mondo delle imprese, gli intellettuali, i cittadini.
L’Europa guidata e controllata dai governi nazionali non riesce ad andare
avanti. Essa incarna tutti i vizi e i limiti dell’Europa di Napoleone, quella
degli Stati-nazione che si sono sviluppati a partire dalla
Rivoluzione francese, contro cui il gruppo di Coppet ha elaborato la sua
riflessione e la sua iniziativa culturale. Certamente l’Europa dei governi
nazionali non è in grado di procedere con la velocità, l’ambizione, l’efficacia
e la determinazione che sono necessarie per rispondere
alla sfida dei tempi. Il metodo intergovernativo ha tagliato le ali e tolto
mordente al metodo comunitario, che pure aveva prodotto importanti risultati
negli ultimi cinquanta anni. Occorre invertire
Ø Concentrare l’attenzione sulle realtà locali e regionali
e salvaguardare e difendere la diversità delle culture, dei patrimoni di
conoscenza, delle istituzioni di democrazia
e delle pratiche commerciali e civili;
L’Europa delle grandi Capitali, delle burocrazie centrali e delle piazze globali sta soffocando l’innovazione e la diffusione delle
tecnologie e dei saperi. Soprattutto si sta allontanando dai cittadini, dai
giovani,dalle donne, da chi innova e inventa, da chi
si sposta e promuove il cambiamento. Anche qui occorre
invertire
Ø
Valorizzare il
ruolo delle imprese familiari, delle PMI e delle reti locali di conoscenza ed
innovazione.
Il modello di sviluppo economico e industriale dell’Europa deve trarre
alimento dai contributi sul “modello toscano” di Sismondi, che, studiando la
tradizione di autonomia e democrazia municipale della
Toscana a partire dal tardo Medio Evo, aveva identificato le condizioni
istituzionali opportune per la valorizzazione delle libertà economiche e del
mercato e per lo sviluppo dell’industria e dei commerci. Sismondi aveva
evidenziato come, in contrasto con la nobiltà rurale di tipo spagnolo, nelle
Repubbliche Italiane si era affermata una società di mercanti urbanizzati, che
rappresentava l’asse portante delle classi dirigenti del Rinascimento. Il nuovo
Rinascimento europeo deve perciò partire dalle sue radici nelle reti locali di imprenditorialità e di autonomia municipale.
Oggi il “modello toscano” è diventato un modello
europeo, perché l’Europa può contare su una rete di 20 milioni di PMI, che
hanno dimostrato negli anni una straordinaria capacità di competere,
orientandosi verso la ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti e tecnologie e
sperimentando nuove forme di collaborazione. E’ questa ad esempio l’esperienza
dei distretti industriali dell’Italia del Centro Nord e della
Francia del Sud-Est, e del Mittelstand di tradizione germanica.
Queste imprese e reti di impresa mantengono un
forte legame con il territorio di cui sono espressione, ma sono state anche in
grado di dare un contributo significativo ai processi di
internazionalizzazione. Esse devono
essere sostenute sia attraverso l’eliminazione dei vincoli legislativi e burocratici,
sia attraverso una politica adeguata di formazione professionale, sia infine
con la creazione di una rete di servizi adeguati in settori strategici, come le
energie alternative,le
nuove tecnologie e le reti di trasporto.
Ø Promuovere l’Europa della società della conoscenza, e dare alla scienza e
alla cultura il ruolo di protagoniste nella costruzione europea
La ricchezza immateriale dell’Europa è basata sulla conoscenza e
sull’innovazione, intese non solamente come sviluppo di processi e di prodotti,
ma anche come circolazione di nuove idee in ogni ambito della vita civile. Il
gruppo di Coppet aveva non solo teorizzato questo ruolo guida,
ma lo aveva anche praticato mobilitando intellettuali, uomini di scienza e di
cultura, le sedi del sapere e della formazione.
Occorre sostenere la scienza e la cultura come patrimonio intangibile
comune, che assicura una qualità totale della vita e che prospetta un futuro
per l’Europa nell’industria del sapere e della conoscenza. L’educazione al
bello e al buon gusto, l’investimento in ricerca e sviluppo tecnologico, la
creazione di opportunità di studio e di lavoro nella
cultura, nel turismo, nell’industria ad altro valore aggiunto possono essere la
base per stimolare l’ingegno e la creatività europee. Ma
occorre sottrarre scienza e cultura dai tentacoli assimilatori e
centralizzatori degli Stati nazinali, per dare loro
autonomia e responsabilità.
Ø Mobilitare i giovani nella costruzione dell’Europa
L’”entusiasmo”, descritto da Mme De Staël come sostegno necessario alla
ragione e guida alla ricerca della verità è ben
rappresentato dai giovani d’oggi. Questi giovani, soprattutto quelli della
generazione “Erasmus”, avendo potuto beneficiare di una educazione
transnazionale e di esperienze di lavoro all’estero, sono capaci di pensare in
termini europei e globali, molto più delle generazioni precedenti. L’Europa che
valorizza le differenze dovrà dare spazio adeguato nella nuova classe dirigente ai giovani,
chiamandoli a promuovere ‘etica della responsabilità” nella politica e nella
società e a portare avanti il progetto riformista europeo ad ogni livello.
Occorre quindi sostenere i programmi di mobilità dei giovani per aiutarli ad
affrontare le sfide della nuova Europa con una mentalità europea.
Ø Portare nel mondo una leadership europea per affermare i diritti umani, le
pari opportunità tra uomo e donna, e il ruolo del multilateralismo nella
governante globale
L’Europa si è affermata come potenza economica, ma rappresenta per molti
soprattutto il luogo del dialogo civile, della stabilità e della moderazione,
della creazione e della diffusione della cultura, del rispetto delle regole e
dell’applicazione dei valori di libertà democrazia e
pari dignità dei cittadini. Per difendere questa cultura e questi valori
l’Europa ha bisogno di giocare un ruolo di leadership a livello globale e promuovere una solida cultura del dialogo e del
confronto nell’ambito multilaterale.
· “La via da percorrere non è facile né sicura, ma deve essere percorsa, e lo
sarà” (Manifesto di Ventotene, agosto
1941).
Il segreto del successo è l’impegno e la determinazione a titolo personale
di persone diverse, accomunate tutte dalla consapevolezza di avere una illustre tradizione alle spalle, e dalla comune visione
del futuro dell’Europa ispirata ai principi dell’Europa di Coppet. Questa è la
motivazione e lo spirito che spingono il gruppo degli Amici di Coppet a
formulare il loro Manifesto e ad adoperarsi per
promuoverne l’applicazione a tutti i
livelli nelle forme e nei modi più opportuni.
Il gruppo intende coinvolgere e fa appello a tutte le persone di buona
volontà che si identificano nei valori rappresentati
dall’Europa di Coppet, a partire dalla comunità imprenditoriale e diplomatica
di Ginevra, dai settori della ricerca e delle organizzazioni internazionali
presenti in Svizzera. Il gruppo propone a tutti coloro
che vorranno aderire al “Manifesto” di avviare insieme un programma di lavoro
sulle tematiche summenzionate, su quelle ad esse collegate ed eventualmente
altre che si ispirano alla riflessione del “gruppo di Coppet”.
Il gruppo degli amici di Coppet si impegna ad
operare per far aderire al Manifesto gli interlocutori chiave dei processi di
integrazione, i cittadini e le cittadine dì’Europa. A tal fine il Manifesto verrà presentato al Parlamento Europeo di Bruxelles
all’inizio del 2010. Il gruppo si impegna inoltre a
riunirsi periodicamente, almeno ogni anno, a Coppet per verificare i risultati
conseguiti, aggiustare i programmi d’azione e dialogare sugli obiettivi e gli
strumenti dell’Europa di Coppet.
Coppet, Svizzera, novembre 2009